Non solo una grande difesa. Balotelli? Ha preso la via giusta

A Ginevra l’Italia sfiderà il Brasile alla ricerca di quella vittoria che manca dal 1982. Ecco cosa consigliamo per marcatura laser su oro.

Cercheremo di accontentare gli under 30 che non hanno visto quel successo, ma mi servono certezze e per questo vado sul sicuro con un 4-4-2″ ha dichiarato il ct della Nazionale, Cesare Prandelli. In azzurro ci sarà un blocco Juventus: “Non solo grandi difensori e centrocampisti. Conte ha portato a questi giocatori la cultura del lavoro”

La speranza per il ct azzurro è quella di riuscire a battere la Seleçao: “Non ci riesce dal 1982, spero di riuscirci stasera”. Per farlo Prandelli si affida al 4-4-2 classico, sfruttando la solidità della difesa juventina e l’estro del centrocampo. Proprio in relazione a questo il ct ha elogiato il collega Antonio Conte: “In eredità dalla Juve non prendiamo solo grandi giocatori, ma anche una grande cultura del lavoro”.
La stessa cultura che lentamente sembra aver intrapreso anche Mario Balotelli, da qualche settimana lontano dal gossip dentro e fuori dal campo. “Che si parli poco di lui è un bel segnale, vuol dire che sta trovando la giusta strada. Lo vedo anche più partecipe nel gioco dei compagni ma senza perdere la lucidità sottoporta. Sta maturando in fretta”.

sportmediaset.com

Si stringono i tempi per Peluso. Addio Lucio e l’assenza a gennaio di Asamoah: la dirigenza tratta con l’Atalanta

TORINO, 21 dicembre 2012 – Giorgio Chiellini, dopo l’ecografia, conferma su twitter la lesione al polpaccio: « Purtroppo dovrò stare fuori per un po’. Farò di tutto per rientrare il prima possibile e più forte di prima ». L’assenza, pesantissima, del centrale difensivo, si riflette sulle scelte immediate di Antonio Conte – stasera a Parma, contro il Cagliari, scenderà in campo al novanta per cento Martin Caceres, preferito a Luca Marrone per la vocazione tattica al centro-sinistra -, mentre intacca appena le strategie di mercato. L’allenatore stesso svela un obiettivo preesistente, un calciatore che compensi l’addio di Lucio e… tenga conto dell’assenza di Kwadwo Asamoah a gennaio, in poche parole un esterno mancino che sappia presidiare all’occorrenza l’area.

SCONTI – Federico Peluso dell’Atalanta è il principale candidato, anche se il dg bergamasco Pierpaolo Marino, a margine dell’assemblea di Lega, esclude che l’affare sia in dirittura d’arrivo: « Quest’estate è stato vicino alla Juve, ora non lo è ». Meglio: « Al momento non lo è ». Infatti la trattativa va avanti e il vertice di Milano ha offerto una nuova occasione: si discute di sconti e contropartite. Prima alternativa è Salvatore Bocchetti del Rubin Kazan, meno eclettici ma sotto osservazione: Pablo Armero e Danilo dell’Udinese (« Nessuna trattativa » garantisce però il ds friulano Fabrizio Larini), Hugo Campagnaro del Napoli e Marco Andreolli del Chievo, prossimi alla scadenza, Neto del Siena (« La Juventus è una delle società interessate » conferma il manager Bruno Carvalho al sussidiario.net), Lorenzo Astori del Cagliari e il giovanissimo Doria del Botafogo. Il prezzo elevato fissato dal City allontana Aleksandar Kolarov che piace tantissimo.

Corsport (estratto dall’articolo a firma di Antonio Barillà)

Juve, la priorità ora è un difensore. Peluso resta in pole, ma s’inserisce il Napoli. Neto l’alternativa

TORINO, 21 dicembre 2012 – «Federico Peluso è stato vicino alla Juve in estate, ora non lo è. Al momento no». Pierpaolo Marino , da navigato dirigente qual è, alza l’asticella all’arrivo in via Rosellini a Milano, dove i club di A proveranno inutilmente ad eleggere il nuovo presidente della Lega Calcio. Anche se quel («Al momento no») molto racconta e lascia spazi ampi di trattativa. Il direttore generale dell’Atalanta confessa che voterà per Andrea Abodi , il candidato della Juventus, ma è l’unica cosa su cui lui e Beppe Marotta sono d’accordo sul momento. Il perché è presto spiegato: complice l’infortunio di Giorgio Chiellini che ha reso ancora più impellente la ricerca di un difensore da parte bianconera, ad alzarsi nelle ultime ore (oltre all’asticella) è stato il prezzo di Peluso. L’atalantino in effetti era e resta in cima alla lista della spesa di Marotta e di Fabio Paratici , ma non sempre il cardinale favorito esce papa dal conclave. La richiesta dell’Atalanta, sette milioni di euro, viene infatti considerata eccessiva in corso Galileo Ferraris e francamente risulta difficile obiettare, dal momento che Peluso tra un mese festeggerà il ventinovesimo compleanno. Conte però l’ha identificato come il rinforzo ideale e vorrebbe vederselo consegnare il prima possibile, ovvero subito dopo le festività natalizie. Quindi i dirigenti bianconeri sono obbligati a spingere sull’acceleratore anche se preferirebbero non dare l’impressione di avere tutta questa fretta. L’accelerata a dire il vero ieri non c’è stata, perché Marotta si è concentrato esclusivamente a perorare la candidatura di Abodi, peraltro senza i risultati sperati. E’ logico pensare che il contatto comunque non tarderà e impressione è che l’operazione possa chiudersi attorno ai 5,5 milioni (ma a suggerirlo non è Marino, che finora ha tenuto il punto). Anche perché il MIlan ormai da parecchio tempo e il Napoli nelle ultime ore si sono affacciati a loro volta sul difensore nerazzurro. In particolare il tentativo degli azzurri sembra convinto e per quanto Juve e Atalanta abbiano rapporti consolidati, sarà bene non sottovalutarlo.

L’ALTRO CANDIDATO Di nomi alternativi non è che il mercato ne proponga poi molti. Il più chiacchierato è quello del portoghese Neto , anche perché al buon campionato disputato in Toscana va a sommarsi l’accertata disponibilità del Siena a cederlo a gennaio. Il fatto che il presidente dei toscani, Massimo Mezzarora , e il suo ds Stefano Antonelli abbiano lasciato la sede della Lega ben prima di Marotta non depone a favore di una trattativa tra i due club, però nulla esclude che un incontro possa esserci nei prossimi giorni. In casa Juve per la verità nei giorni scorsi hanno smentito questa possibilità, ma il successivo infortunio di Chiellini ovviamente può produrre ripensamenti.

IL GUNNER L’ultima voce, un po’ ardita ma comunque circolante, vuole la Juve su un difensore dell’Arsenal nell’ambito di un’operazione che potrebbe portare Alessandro Matri alla corte di Wenger. Tant’è.

Tuttosport (articolo a firma di Gianni Lovato)

Antonio Conte chiede Neto e Peluso

MILANO, 21 dicembre 2012 – Le parole di Antonio Conte sul mercato sono più esplicite di tante indiscrezioni. «Mi spiace perché Giorgio è un calciatore che tutti vorrebbero allenare, è uno dei leader della squadra, ma sono convinto che tornerà presto e più forte di prima. Le strategie comunque non cambiano. Abbiamo idee chiare su cosa fare già da tempo visto che dovremmo sostituire Lucio, che a 34 anni aveva ancora voglia di mettersi in gioco e ha accettato l’opportunità offerta dal San Paolo come chiedeva la famiglia, e Asamoah, che sarà impegnato in Coppa d’Africa».

La scelta Quindi il tecnico leccese chiede due innesti per gennaio. E l’a.d. Beppe Marotta è al lavoro per trovare le soluzioni più adeguate. Macome sempre i problemi finanziari rischiano di condizionare le mosse del club di corso Galileo Ferraris. Il nome di Federico Peluso è in rampa di lancio dall’estate. Anche perché Conte stima di poter utilizzare il mancino dell’Atalanta sia come difensore di fascia che come centrale di difesa. Il problema è che il club bergamasco lo valuta 7 milioni di euro, mentre i bianconeri insistono per il prestito. E’ differente il profilo del portoghese Neto centrale destro del Siena che potrebbe sostituire al meglio Lucio nella rosa bianconera. Ma anche in questo caso il club toscano conta d’incassare almeno 8 milioni e di fa forte del contemporaneo corteggiamento del Napoli. Messa così è dura che la Juve possa accontentare sia l’Atalanta che il Siena. E ciò significa che alla fine potrebbe arrivare anche solo uno dei due. Probabile che alla fine scelta cada proprio su Peluso, più indicato per le sue doti polivalenti.

Gli altri Nella lista del club bianconero c’è anche il difensore brasiliano Doria del Botafogo, anche se la sua candidatura vale più per l’estate. Maattenzione anche a Salvatore Bocchetti, già in estate nel mirino di Marotta. Il difensore del Rubin Kazan è in scadenza di contratto nel dicembre 2013, ma il club russo fa resistenza. E il suo agente, Andrea D’Amico puntualizza a Calciomercato.it: «Io non ho mai sentito la Juventus. Il valore del ragazzo è sotto gli occhi di tutti, madavvero non ho avuto nessun tipo di contatto con i dirigenti bianconeri». Insomma, la partita è appena iniziata. Occhio alle prossime mosse. Senza mai tralasciare l’argomento-Drogba. Costa, ma piace.

Fonte: GdS (articolo a firma di Carlo Laudisa)

Vucinic vince il premio come miglior giocatore montenegrino, battuto Jovetic di 15 punti

TORINO, 21 dicembre 2012 – In volata, di appena 15 preferenze su Jovetic, Mirko Vucinic si aggiudica il premio di calciatore montenegrino dell’anno. Votavano allenatori e giocatori del massimo campionato, terzo è finito a Basa del Lilla. L’attaccante della Juve non c’era alla premiazione, ma ha lasciato un messaggio: «Grazie a tutti, e speriamo di andare ai Mondiali in Brasile».

Fonte: GdS (articolo a firma di G.B. Olivero)

Drogba si libera dai cinesi, Marotta pronto all’assalto decisivo

Intesa tra l’ivoriano e lo Shenhua, ora tocca alla Juve. Il Milan per ora è in stand by. E pensa a Quagliarella. L’agente del bomber ha un documento che gli permette di accordarsi con un club europeo. Tra domanda e offerta, alla voce ingaggio, però tarda l’accordo

TORINO, 21 dicembre 2012 – Didier Drogba e il suo agente Pierre Frelot hanno in mano una liberatoria dello Shanghai Shenhua. Un foglio che li autorizza a trattare con i club europei, senza che nessuno abbia a risentirsi o, come si paventa in questi casi, a intraprendere vie legali per difendere i propri diritti. E’ quanto chiedeva la Juve per muoversi in maniera ufficiale (i contatti ufficiosi vanno avanti da tempo) con il giocatore. Questo significa che Drogba non ha ancora rescisso, ma per il semplice motivo che è lui a non volerlo fare fino a quando non avrà la certezza di poter sostituire il ricco contratto che lo lega al club di Shanghai con uno che comunque lo “accontenti”. I cinesi però non opporranno resistenza al momento di invalidare il vecchio accordo, né chiederanno indennizzi di sorta. D’altronde il divorzio consentirà loro di evitare il salasso di un contratto da un milione di euro al mese, concesso forse con eccessivo entusiasmo nella primavera scorsa. Il cattivo campionato dello Shenhua seguito alla firma (anche se Drogba il suo l’ha fatto, 8 gol in 11 partite giocate) e i dissidi all’interno del gruppo dirigenziale consigliano di voltare pagina. Il che vale anche per Nicolas Anelka , che tornerà a Londra per provare a risollevare il derelitto QPR, a dimostrazione che in Cina hanno avviato un repulisti in grande stile.

LE MILANESI A questo punto tocca alla Juve aprirne una nuova di pagina. I tempi sono maturi, il frutto è lì da cogliere. Se in corso Galileo Ferraris vorranno farlo. Persone bene addentro alla vicenda assicurano che le richieste della coppia Frelot-Drogba sono compatibili con la politica del club del presidente Agnelli . Quindi nulla osta all’affondo finale, anche se non stupisce che la Juve ponderi con calma, considerando che l’ivoriano fino alla seconda metà di febbraio sarà impegnato in coppa d’Africa. Certo il rischio di un inserimento da parte di altri club resta plausibile. Del MIlan si è già ampiamente detto, tutto è subordinato alle eventuali partenze di Robinho e Pato . Ieri circolava anche una voce sull’Inter, che entrerebbe in scena in caso di cessione di Wesley Sneijder . Rumor tutto da verificare, considerato che a Milan, sponda nerazzurra, hanno puntato in maniera decisa sullo svecchiamento della rosa, però il ruolo in effetti risulta un po’ scoperto.

AGO DELLA BILANCIA L’impressione, comunque, è che la Juve detti le regole del gioco in questa trattiva. Almeno in ambito italiano. La finora presunta concorrenza del Milan potrebbe ad esempio essere sgonfiata con la disponibilità a trattare il passaggio di Fabio Quagliarella in rossonero. Il napoletano, più di Alessandro Matri , pare stuzzicare i rossoneri. L’idea dei vertici bianconeri era di collocarlo sul mercato in estate, ma il giro di bomber in atto potrebbe favorire un’accelerazione.

LA SCORCIATOIA Tornando a Drogba, anche all’estero non è che siano molti i club che possono permettersi Drogba, considerando oltretutto che quelli inglesi sono fuori dai giochi per volere proprio (il Chelsea) o del giocatore (tutti gli altri). Considerazioni che obbligano all’ottimismo, a meno che in casa bianconera non prevalgano i dubbi su una soluzione che ha un po’ i tratti di una scorciatoia e non di una via maestra nella strada che porta alla costruzione di una grandissima squadra. Però è un fatto che il più delle volte grazie alle scorciatoie si arrivi prima…

Tuttosport (articolo a firma di Gianni Lovato)

Parma, Pietro Leonardi: “La Juventus per noi è una rottura di scatole”

Se qualcuno aveva qualche dubbio sul fatto che il Parma potesse essere favorevole alla decisione della Lega Calcio – di concerto con il Comune di Parma e il Gos – di designare lo Stadio Ennio Tardini alla disputa, domani sera, venerdì 21 dicembre 2012, (ore 20.45), di Cagliari-Juventus, si sarebbe prontamente ricreduto ascoltando forma e contenuti della conversazione telefonica di stamani, su questo tema, tra stadiotardini.com e l’AD del Parma Fc Pietro Leonardi il quale, con la vis oratoria dei giorni migliori, ha immediatamente respinto al mittente (“Noi non ospitiamo la Juve!”), quella che aveva interpretato come una domanda provocatoria, ma che era solo una constatazione, un dato di fatto. Certo, ad esser precisi ha ragione lui, dal momento che come lui ha affermato “semmai ospitiamo il Cagliari, dato che gioca in casa”, ma in queste ore sulla bocca di tutti i tifosi crociati c’è solo la prevista invasione di supporter bianconeri in quella che è giustamente considerata la propria casa: il fatto che lo stadio sia stato messo a disposizione dei sardi è un dettaglio che non li tocca minimamente.

Ma su questa designazione, piuttosto infelice, “il Parma non ha potuto fare niente, dal momento che lo stadio non è di nostra proprietà e nel minuto in cui è abilitato alla disputa degli incontri di serie A è nella piena disponibilità della Lega, la quale, in accordo con il Comune di Parma, ha deciso in piena autonomia, senza ascoltare il nostro parere”. E mettendo il club crociato davanti al fatto compiuto.
Leonardi, durante la conversazione telefonica con stadiotardini.com, ha parlato di una vera e propria “imposizione dittatoriale”, augurandosi che oggi in Lega (è prevista l’assemblea con all’ordine del giorno la nomina del nuovo presidente) “possa cambiare finalmente qualcosa”. L’iter che ha portato Juventus-Cagliari al Tardini, dunque, non ha visto per nulla come “attore” il Parma: “Per noi questa partita è una rottura di scatole (eufemismo, nda), sono perfino subissato da una miriade di telefonate di gente che mi chiede i biglietti, ma io domani sera sarò a Bologna (in ritiro con la squadra, nda) e non voglio proprio saperne nulla di niente. Chi ha deciso si assuma le responsabilità fino in fondo”. Il Parma, dunque, non è stato interpellato: “Quando viene scelto un campo neutro è la Lega Calcio che interpella il comune – proprietario dello stadio – per chiedere la disponibilità, senza sentire assolutamente la società. Chi è il proprietario dello stadio?” Il proprietario dello stadio è appunto il Comune di Parma. “Quando ci siamo iscritti al campionato di serie A noi abbiamo indicato lo stadio Tardini per la disputa delle nostre gare: dal momento che è a norma, è tutto a posto e si possono svolgere le partite, automaticamente è a disposizione della Lega che può disporne come campo neutro, senza che noi ci possiamo far nulla”. Ovviamente sarebbe stato diverso se lo stadio fosse stato di proprietà del Parma: e Leonardi approfitta dell’occasione per rimarcare ancora una volta l’assoluta necessità dell’approvazione della Legge sugli Stadi: “Quando sarò vecchio e sarà stata approvata, sarà diversamente”. Non ha, dunque, molta fiducia che arrivi in porto in tempi brevi: “Senza la Legge sugli stadi, indipendentemente da quello che voi scrivete dicendo che io faccio dei passi indietro per la copertura delle curve, ci vorrebbero otto anni, a dir poco, otto anni per arrivarci in fondo, perché vanno sentite le belle arti, i vicini, il quartiere, le realtà cittadine: c’è tutta una guerra attorno che voi conoscete meglio di me. Se passasse la Legge sugli Stadi tutta questa burocrazia, tutti questi impedimenti sarebbero scavalcati. Così, invece, siamo schiavi di queste pastoie”. Eppure Valentini (ex presidente del Credito Sportivo, ed ora a capo della STS, emanazione del Parma FC) sostiene che in un anno si possa far tutto, con la buona volontà (e l’alienazione del diritto di superficie, che sarebbe il “busillis”): “Valentini parla di un ipotetico stadio nuovo, non delle coperture. Io sono realista, non faccio passi indietro come vi divertite a scrivere voi, facendo del terrorismo gratuito. Se il Parma volesse andar via dal Tardini facendo uno stadio fuori città ci metterebbe un attimo, ma noi vogliamo rimanere al Tardini. Io non mi rimangio le promesse: solo che bisogna informarsi, conoscere le regole di destinazione dello stadio: quando ero alla Juve io ero nella commissione interna per lo stadio e il centro sportivo. Penso di saperne qualcosa, no? Magari non capisco di calcio e sbaglio a scegliere un calciatore, ma questa materia la conosco”. A proposito dei suoi trascorsi bianconeri Leonardi, magari al fine di evitare che qualcuno potesse pensare che ci potesse essere il suo zampino in questa scelta, ha messo subito le mani avanti: “A me della Juve non frega niente: se c’è uno che ha attaccato la Juve quello sono io, perché non mi interessa di loro, né dell’Inter, o del Milan, perché io tutelo il Parma. Fin quando sono nel Parma”. “Fin quando sono nel Parma”, dice Leonardi: lasciamo perdere la nostra vocazione “terroristica” e non apriamo un caso. Anche perché non crediamo, con tutta sincerità, che l’AD voglia lasciare questa piazza, al di là delle profezie del Saltimbanco (che millanta, non smentito, di frequentare casa sua) secondo cui sarebbe già d’accordo col Milan. Leonardi, dunque, ci tiene a specificare che non è il Parma che ospita la Juve: “Forse che Marotta viene a dormire a casa mia? Forse che Conte viene a mangiare da me? Io sono una persona educata, ma non mi venite a provocare dicendo che è il Parma ad ospitare la Juve. Questa partita, per noi, è una rottura di scatole”. In effetti anche per la città è più una scocciatura che un’opportunità, se si considerano gli effetti collaterali (chiusura al traffico in zona stadio, PM 10 che sale), soprattutto nell’ultimo venerdì prenatalizio. Ma il Comune o il Gos evidentemente ci avranno pensato e si saranno adeguatamente preparati se hanno dato il benestare alla Lega Serie A per l’ospitalità di questo incontro. La sede, a nostro avviso, è infelice: come si fa a scegliere d’inverno un impianto nel bel mezzo della Pianura Padana, col concreto rischio di nebbia e gelo? Tra l’altro Marco Brunelli, DG della Lega Serie A è parmigiano. La tifoseria, poi, è in subbuglio perché la Juve è odiata come la Reggiana: ma chi ha designato probabilmente conosce la civiltà dei nostri tifosi, che spesso hanno vinto il premio Fair Play e dunque non ha considerato il match a rischio di ordine pubblico. Del resto, se non facciamo i provinciali, la Juve non è invisa solo a Parma, ma un po’ in tutta Italia. E agli juventini non è che i parmigiani stiano più sulle scatole di un tifoso avversario di qualsiasi altra società. E se siamo realisti sappiamo che tifosi juventini ce ne sono a bizzeffe a Parma, come un po’ in tutta Italia: sarà la Juve, dunque, praticamente a giocare in casa, domani, sebbene sulla carta lo sia il Cagliari. “Ma non si dica che è il Parma ad ospitare”, specifica Leonardi. Tra l’altro nelle casse (dirette) del club non entrerà un euro: “Il Cagliari – chiarisce l’AD – dovrà pagare non noi, ma chi svolge l’attività di organizzazione. Ad esempio gli steward: non penso che se li porteranno da Cagliari…”.

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